Monte Pintas: una notte sopra le nuvole tra la Val Chisone e la Val Susa

Ho inseguito questa visione per due anni. Aspettando le giuste condizioni. C’è un momento, in montagna, in cui capisci che ne valeva la pena. Per me è arrivato quando, salendo verso la cima del Monte Pintas, ho bucato lo strato di nuvole che copriva la pianura e mi sono ritrovato in un mondo completamente diverso. Sotto di me un mare di nubi compatto e silenzioso. Sopra, un cielo terso che sapevo mi avrebbe regalato forti emozioni.
Come arrivare al Monte Pintas
Il Monte Pintas si trova sul Colle delle Finestre, in quella zona di confine selvaggio tra la Val Chisone e la Val Susa. Sono salito in auto fino al Pian dell’Alpe, l’accesso è possibile quando la strada del colle è aperta, solitamente da maggio, e da lì a piedi circa due ore di cammino per raggiungere la cima. Quando la strada è aperta si può parcheggiare direttamente su al Colle.
Non è un avvicinamento tecnico, ma con zaino fotografico completo e tenda al seguito si sente. Ho scelto metà maggio: la Via Lattea comincia a essere visibile di notte e soprattutto le giornate si allungano abbastanza da permettere di scegliere il momento giusto per partire.
La notte e le condizioni
Alla partenza il cielo era coperto. Non il massimo per una notte fotografica, ma in montagna le previsioni vanno prese come indicazioni, non come certezze. Tramite Ventusky però sapevo che la nuvolosità era bassa ed ero abbastanza sicuro di trovarmi al di sopra. Salendo ho visto le nuvole abbassarsi sotto di me, uno di quei momenti che ti ripagano di tutto. In cima al Pintas ero letteralmente sopra lo strato nuvoloso, con la pianura piemontese sepolta sotto un mare bianco e le Alpi che emergevano in lontananza.
Freddo e vento abbastanza forti , condizioni normali per il Pintas in maggio. La tenda Salewa ha fatto il suo lavoro, e dormire lì, sospeso tra nuvole e stelle, è stata un’esperienza difficile da descrivere.
La tecnica fotografica: come ho costruito l’immagine
Questa foto non è un singolo scatto, è il risultato di un lavoro in più fasi che ho poi assemblato in Photoshop.
Attrezzatura: Nikon D7200 con Tokina 11-16mm f/2.8, la mia vecchia compagna di avventure notturne prima di passare alla Z6II.
All’ora blu, quando il cielo aveva ancora colore e le montagne erano ancora leggibili, ho eseguito la serie di scatti per il paesaggio: panoramica di circa 180 gradi con 8 scatti in verticale, ISO 800, f/4, 20 secondi ciascuno. Questa serie mi ha dato la base, il mare di nuvole, le vette, la profondità.
Ho poi aspettato che la Via Lattea sorgesse e fosse abbastanza alta da entrare nel campo. Per le stelle: ISO 6400, f/2.8, 13 secondi, il limite prima che il movimento della Terra renda le stelle dei trattini invece che punti. Un ulteriore scatto separato per la luce interna della tenda, che in esposizione lunga sarebbe risultata bruciata.
L’assemblaggio finale in Photoshop ha richiesto tempo e attenzione: allineare gli scatti panoramici, fondere la base paesaggistica con il cielo stellato, integrare la tenda illuminata senza che sembrasse incollata. Il risultato è quella luce verde-gialla che buca la scena e dà scala a tutto il paesaggio.
Perché vale la pena
Il Colle delle Finestre e il Monte Pintas sono tra i luoghi meno fotografati delle Alpi piemontesi, e questo è esattamente il loro valore. Niente folla, niente tralicci, niente di artificiale. Solo la montagna, il vento, e se sei fortunato, un cielo come quello di quella notte di maggio.
Se stai pianificando un’uscita notturna in questa zona, considera di pernottare in tenda almeno una notte. L’ora blu e l’alba che segue valgono da sole il viaggio.
Se ti piacciano queste atmosfere dai uno sguardo alla mia galleria Paesaggio
